Un software in grado di scovare contenuti pedopornografici senza violare i diritti dei cittadini. Con questa idea un team di ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Università di Cagliari, si è aggiudicato un finanziamento europeo di 400mila euro
Una sentinella informatica in grado di individuare malware e situazioni potenzialmente pericolose e di lanciare degli alert davanti a contenuti potenzialmente illegali, senza violare i diritti dei cittadini, mantenendo così la rete pulita e sicura. Con questa idea, un gruppo di lavoro composto dall’ Università di Milano-Bicocca, dall’ Università degli Studi di Cagliari (leader del progetto), dall’Ateneo polacco Naukowa I Akademicka Siec Komputerowa e dalla ditta svedese Netclean Technologies in collaborazione con la Guardia di Finanza e la Polizia Postale e delle Comunicazioni si è aggiudicato un finanziamento di 400 mila euro dalla Commissione Europea (DG-HOME), nell’ambito del programma europeo Prevention of and Fight against crime.
ILLBuster (ILLegal activities Buster), questo il nome del software, è un sistema pensato per prevenire e reprimere la diffusione di malware (ossia di software potenzialmente pericoloso per i nostri computer) del phising (ossia dei sistemi per rubare i dati di accesso ai siti che usiamo) segnalando in tempo reale le minacce alle autorità competenti. ILLBuster sarà soprattutto in grado di individuare in Rete i contenuti pedopornografici, rispettando i diritti degli utenti che navigano senza commettere alcun atto illecito.
L’Università di Milano-Bicocca parteciperà al progetto con due unità di ricerca: una – guidata da Andrea Rossetti, docente di Filosofia del diritto nel dipartimento dei Sistemi Giuridici – si occuperà di sviluppare modelli deontici che possano rappresentare all’interno del software gli aspetti giuridici, l’altra – guidata da Francesco Archetti, docente di Ricerca operativa nel dipartimento di Informatica Sistemistica e Comunicazione – contribuirà allo sviluppo della piattaforma per quel che riguarda gli aspetti inerenti al riconoscimento semantico.
L’idea è quella di realizzare, nel giro di due anni, un sistema automatico che scovi in Rete i contenuti potenzialmente dannosi. «Vogliamo arrivare a creare un programma con cui le forze dell’ordine possono mantenere pulita la rete e intervenire quando è necessario- spiega Rossetti -, ma che rispetti “by design”, ossia, per come è progettato, i diritti degli navigatori. Per questo la Polizia Postale e la Guardia di Finanza sono partner del progetto».
«Per noi l’aspetto più interessante e innovativo del progetto – continua Rossetti – è far funzionare il software secondo un modello giuridico che rispetti le regole europee e dei singoli Stati. Per questo, sarà il programma a occuparsi di selezionare quanto trovato in Rete senza in nessun modo usare i dati personali dei navigatori».
Non solo caccia alla pedopornografia online. La sentinella informatica si occuperà anche di individuare le frodi commerciali e i siti potenzialmente dannosi, come quelli che si occupano della vendita di materiale contraffatto.