A cura di Ernesto Franchini, IT Service & Delivery Manager presso NEEN
Negli ultimi anni, il cloud computing è diventato una priorità strategica per le aziende di ogni settore. La crescente digitalizzazione dei processi e l’apertura verso nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale, i big data, l’IoT e le architetture cloud-native stanno spingendo le imprese verso un’evoluzione strutturale. Il cloud, con la sua flessibilità e scalabilità, permette di adattare le risorse alle reali esigenze operative, superando i limiti di un’infrastruttura fisica rigida e onerosa.
Ma con la migrazione al cloud emergono due sfide cruciali: il controllo dei costi e la sicurezza. Sul fronte economico, a differenza dell’ambiente on-premise, dove i costi sono generalmente prevedibili e legati a investimenti infrastrutturali fissi, nel cloud ogni risorsa consumata e creata genera un costo. Senza una strategia di governance efficace, il rischio è quello di una crescita incontrollata delle spese, con impatti significativi sul budget aziendale. Se la governance economica è fondamentale, la sicurezza è ancora più critica: l’adozione del cloud, senza il supporto di partner esperti e soluzioni di protezione avanzate, può esporre le aziende a vulnerabilità e potenziali violazioni. La complessità delle architetture cloud e la necessità di configurazioni sicure rendono fondamentale un approccio proattivo alla cybersecurity.
In occasione del World Cloud Security Day, è essenziale sensibilizzare le imprese su queste sfide, promuovendo strategie efficaci per un’adozione sicura e sostenibile del cloud.
Quindi, come mettere in sicurezza le infrastrutture cloud?
La risposta sta in un approccio integrato, che inizia dall’apertura dell’account fino alla gestione avanzata dei servizi cloud. Ogni passaggio richiede attenzione e competenze mirate: dalla gestione degli accessi alla protezione dei dati, dal monitoraggio costante alla corretta configurazione dell’ambiente, senza dimenticare la sicurezza della rete, il rispetto delle normative e la formazione continua delle persone.
È fondamentale implementare sistemi di autenticazione avanzata, crittografia dei dati e strumenti di rilevamento delle minacce per prevenire accessi non autorizzati e attività sospette. La gestione delle vulnerabilità e l’applicazione di patch regolari garantiscono la protezione contro le minacce emergenti, mentre soluzioni come firewall avanzati, VPN e micro-segmentazione rafforzano la sicurezza della rete. Un piano efficace di backup e disaster recovery massimizza poi la resilienza operativa in caso di attacco o guasto, mentre il rispetto delle normative di sicurezza riduce il rischio di sanzioni e migliora la governance dei dati.
Ultimo ma non meno importante, c’è il fattore umano. La formazione continua dei dipendenti è essenziale per sviluppare una cultura della cybersecurity, trasformando la sicurezza da un semplice requisito tecnico a una responsabilità condivisa, nota come Shared Responsibility Model. In questo modello, il fornitore si occupa della sicurezza dell’infrastruttura, mentre spetta al cliente proteggere tutto ciò che viene creato e gestito nel cloud: dati, applicazioni, configurazioni. Comprendere chiaramente questo modello è fondamentale per delineare i confini della propria responsabilità e adottare le misure di sicurezza adeguate.
Qui il ruolo di un partner esperto, come NEEN, il centro di competenza del gruppo VEM per le tecnologie cloud di nuova generazione è fondamentale: conosce le tecnologie, le best practice di sicurezza e guida il cliente nella scelta, configurazione e integrazione delle soluzioni più adatte, garantendo continuità, supporto e compliance.
Ma cosa serve per valutare se un’azienda rispetta le normative e gli standard di sicurezza nel cloud?
Un servizio di check up sulla compliance Cloud può esser fondamentale per identificare eventuali lacune di conformità, ridurre i rischi legali e di sicurezza e migliorare la governance dei dati.
Secondo NEEN, un buon servizio di check up dovrebbe svilupparsi in più fasi. Si parte da un’analisi preliminare, utile a definire il perimetro da osservare – che può includere uno o più account – e ad acquisire gli accessi necessari per una verifica approfondita. Si passa poi a una fase di scansione e valutazione, dove, attraverso strumenti specifici, si effettua un controllo puntuale rispetto ai framework di riferimento. I risultati di questa fase evidenziano eventuali discrepanze tra la configurazione delle risorse e le best practice, specificandone anche il livello di criticità.
A seguire, si procede con l’analisi dei risultati e la reportistica, che può produrre grandi quantità di dati: per questo è utile trasformarli in report multilivello, pensati sia per la direzione sia per i team tecnici incaricati della remediation.
Infine, il confronto con il team IT permette di approfondire le criticità più rilevanti e di definire un piano d’azione. In alcuni casi, può essere utile ripetere l’analisi dopo un certo periodo per verificare che le problematiche riscontrate siano state effettivamente risolte.
Approcci consulenziali come quelli adottati da NEEN si basano proprio su questa logica: supportare le aziende in modo flessibile e personalizzato, adattando strumenti e analisi alle reali esigenze del contesto. NEEN offre diversi servizi per supportare il cliente nella cloud adoption, come Migration Services, Cloud cost check-up, realizzazione di infrastrutture ibride o cloud native. Tra le attività più strategiche c’è proprio il Cloud Compliance Check-Up.
Adottare il cloud non significa solo migrare tecnologie, ma trasformare il modo in cui si pensa alla sicurezza, alla governance e alla gestione del rischio. È un percorso che richiede visione, consapevolezza e la volontà di mettere in discussione approcci tradizionali per costruire fondamenta più solide.