L’intelligenza artificiale è ovunque, la nostra azienda è altrettanto sicura?

L'intelligenza artificiale è ovunque, la nostra azienda è altrettanto sicura?

A cura di Anand Prakash, Senior Director, Product Management di SentinelOne

Quando Coca-Cola ha presentato la sua ultima pubblicità natalizia – una rivisitazione guidata dall’intelligenza artificiale della sua iconica campagna degli anni ‘80 – non solo ha messo in mostra il potenziale creativo dell’AI generativa, ma ha sottolineato una verità più ampia: l’AI non è più confinata agli esperti di nicchia, è centrale in tutti i settori.

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Nel 2024, l’AI ha consolidato il proprio ruolo nell’economia moderna e, recenti ricerche, rivelano che il 25% delle aziende sta adottando l’AI per massimizzare sforzi e risultati di business. Nel 2025, questa tendenza è destinata ad accelerare, incorporando l’AI più a fondo nei processi aziendali, dal marketing allo sviluppo del software. Tuttavia, mentre le aziende si affrettano a sfruttare il potenziale dell’AI, molte dimenticano di adottare gli strumenti di protezione più corretti a salvaguardare i dati, creando rischi significativi.

Cos’è la Shadow AI?

Un pericolo immediato è rappresentato dalla Shadow AI, che fa riferimento all’abitudine diffusa all’interno delle organizzazioni di utilizzare servizi o applicazioni senza una corretta supervisione da parte dell’IT. La Shadow AI nasce spesso da team che sono intenzionati a migliorare la produttività, ma che aggirano i processi di governance tradizionali. Questi strumenti non controllati possono inavvertitamente esporre dati sensibili, introdurre vulnerabilità o creare rischi di conformità. Ad esempio, i modelli di AI che generano informazioni sui clienti potrebbero memorizzare i dati in ambienti non protetti, lasciandoli esposti ad accessi non autorizzati o a furti.

Nel frattempo, gli autori delle minacce si orientano al meglio in questo caos e sfruttano l’AI per creare attacchi di phishing convincenti, aggirare i protocolli di sicurezza e sfruttare ambienti cloud mal configurati. Mentre le aziende esaltano l’efficienza dell’AI, gli aggressori la sfruttano a loro vantaggio, intensificando le operazioni malevoli e amplificando il loro impatto. Il divario tra innovazione e sicurezza è evidente e le conseguenze sono sempre più difficili da ignorare.

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L’AI Security Posture Management

Affrontare le sfide della sicurezza dell’AI impone un cambiamento nell’approccio alla protezione delle imprese. I framework di cybersecurity tradizionali, pur essendo essenziali, non sono progettati per gestire le vulnerabilità uniche dei sistemi di AI. È qui che entra in gioco l’AI Security Posture Management (AI-SPM).

L’AI-SPM è un framework che fornisce visibilità, governance e protezione per le applicazioni, i modelli e le infrastrutture di AI. A differenza delle misure di sicurezza convenzionali, l’AI-SPM si concentra sui rischi specifici che le pipeline di AI rappresentano.

In primo luogo, l’AI-SPM consente di individuare la Shadow AI identificando tutte le applicazioni di AI, incluse quelle non autorizzate, in esecuzione all’interno di un’organizzazione. In secondo luogo, rileva le configurazioni errate. I servizi di AI mal configurati possono esporre inavvertitamente dati sensibili o creare backdoor per gli aggressori. L’AI-SPM identifica queste vulnerabilità prima che possano essere sfruttate. Inoltre, l’AI-SPM fornisce una visualizzazione dei percorsi di attacco, mappando il modo in cui gli avversari potrebbero sfruttare i workload dell’AI. Infine, con la gestione della compliance, l’AI-SPM aiuta le organizzazioni ad allineare le proprie implementazioni di AI con gli standard di conformità in evoluzione, come l’AI Act dell’UE, garantendo il rispetto dei requisiti normativi.

Integrando l’AI-SPM nella più ampia strategia di sicurezza, le organizzazioni possono trovare un equilibrio tra innovazione e protezione, sfruttando i vantaggi dell’AI in termini di produttività e salvaguardando dati e infrastrutture dalle minacce emergenti.

Garantire il futuro: strategie per il 2025 e per gli anni futuri

La rapida adozione dell’AI nel 2024 ha dimostrato il suo potenziale ma anche i relativi pericoli.  Tuttavia, le stesse caratteristiche che rendono l’AI attraente – velocità, scalabilità e adattabilità – ne dimostrano anche le debolezze. La lezione è chiara: l’adozione dell’AI senza valide misure di sicurezza è il preludio di un disastro.

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Per prepararsi alla prossima ondata di adozione dell’AI, le imprese devono adottare strumenti di AI-SPM poiché questi strumenti forniscono visibilità sulla Shadow AI, rilevano le vulnerabilità e offrono approfondimenti sui percorsi di attacco.

Le organizzazioni devono poi dare priorità alla formazione dei collaboratori, in quanto questi sono spesso l’anello più debole della catena di sicurezza di un’organizzazione e devono allinearsi agli standard normativi.

In estrema sintesi occorre agire: l’AI è qui per restare e le imprese devono abbracciare il potenziale dell’AI, affrontando al contempo le nuove sfide di sicurezza.
E’ il momento di concentrarsi sul tema “AI Sicura”, definendo le priorità di gestione della postura di sicurezza, rispettando gli standard normativi e promuovendo una cultura di vigilanza.